venerdì 28 maggio 2010

Vittoria: Torre archirafi riavrà il suo arco come prima!


Dopo le proteste di molti cittadini, il sopralluogo di ieri mattina e la decisione di rimuovere quell'orribile cemento è stata presa!
La notizia è stata pubblicata oggi dal quotidiano "La Sicilia" a pag. 44.
Siamo doppiamente contenti di questo risultato perchè da un lato rappresenta una vittoria della spontanea e convinta protesta cittadina e dall'altro restituisce l'"anima" al borgo marinaro di Torre che con quell'arco si identifica!
Aspettiamo dunque fiduciosi, senza tuttavia abbassare la guardia, e speriamo di rivedere presto l'arco come, e meglio di prima!
Certo, questa bruttura, chi ha autorizzato i lavori, chi li ha seguiti, ecc..avrebbe potuto e dovuto vederla prima! Era troppo evidente per non accorgersi che stava stravolgendo il volto di Torre e che non bisognava continuare quel tipo di lavori! Nell'articolo de "La Sicilia" si legge che non vi saranno oneri aggiuntivi per l'attesa rimozione del cemento. Ok, ma se ci si fosse fermati prima, si sarebbe evitato di impiegare così male il denaro pubblico (fondi regionali?)!
Comunque, alla fine, come si suol dire, meglio tardi che mai!

mercoledì 26 maggio 2010

Se questa è Torre Archirafi



Ecco, se questa è Torre..!!
L'arco di palazzo Vigo a Torre Archirafi è da sempre "il" simbolo del borgo marinaro. Cambiarlo così, insieme alla facciata del palazzo, schiarendolo e alliscisciandolo (mi scuso per i termini impropri, ma non sono una esperta in materia) senza aver sentito la cittadinanza, senza tener conto che non un palazzo e/o un arco qualunque si stavano ristrutturando, bensi l'immagine di Torre Archirafi nel mondo, non ci sembra sia stata una bella cosa di cui andare fieri, anzi!! Ci sembra un'operazione assolutamente non curante del forte impatto estetico, poco rispettosa del patrimonio affettivo ripostese, e infine anche poco democratica ! Non mettiamo in dubbio (perchè non lo sappiamo, ma qui poco rileva) la legittimità dell'intera operazione, ma francamente ci sembra che il risultato sia davvero BRUTTO!!!



Finisco con una foto dell'arco com'era prima, fino a poco tempo fa, come ce lo ricordiamo e lo
amiamo!!



Eccoli i mattoni, le pietre laviche e la prevalenza del grigio scuro che identificano l'arco, palazzo Vigo e l'intera Torre Archirafi! Non quell'anonimo grigio bicolore liscio!

domenica 11 aprile 2010

Giarre Sbaruata

Scritta da Andrea Torrisi
Recitata da Massimiliano Raciti e Andrea Torrisi durante la Manifestazione Studentesca contro il depotenziamento dell'Ospedale "San Giovanni di Dio e S.Isidoro" di Giarre.





Vivu nda na terra accussì smurfiusa
Ca quannu arridi nda ucca si virunu i purtusa,
Stu paisi avi na gran famuna,
ca macari unu di fora sa n’adduna:

a cintura a tenunu stritta stritta
e mancu i cafè a tenunu additta.
Tutta stotta ca pari mpappagghiuni
Tant’è ca si peddi nde…. Magghiuni.

Assira mi fici ngiru cu me figghia
Ammenzu a sti cosi fatti a lassa e pigghia:
stadi, tiatri piscini, jaddini unni ci chiantanu pruna
cosi visti mancu subbra a luna.

I cristiani, sbarruati, peddunu i staffi,
sempri si non finisciunu intra e scaffi.
I cristiani, sbinturati, non ni ponnu cchiù
Macari intra o garagi s’attrovanu strisci blu.

“U sapisti chi si misi a vinniru mbari Pippu
Chiddu ca vadagnava sulu co scippu?
Si misi a vinniri rassura
Di quantu ni costa a spazzatura!”.

“U sapisti chi si misi a vinniri mbari Turi
Chiddu ca vadagnava cu l’usuri?
Arangini nda bancarella ca lurdìa:
tantu a licenza mu dici cu cia spia?"

U cossu italia è sempri chinu di cristiani
Ma i negozi su leggi: manchi i cani!
I commeccianti paianu ddu voti la misata
Ppi l’affittu e pi n’aviri a machina abbruciata.

Si boi iri a scola pottiti da casa na classi
Picchì chiddi ca ci su ‘dda finestra i ittassi.
Unni sa mentiri u carusu da scola?
Si lu metti ndo corridoio sa n’abbola.

U voi mentiri ndo bagnu?
Si, ma accu ‘ttrasi ci pigghia ncoppi i spagnu.
Uvoi mentiri ndo cuttigghiu?
Cettu, pari ca ‘dda menzu c’è to figghiu.

Duluri di pettu, duluri di panza, duluri rinali
Ma c’è ancora u spitali?
Do cristianu cchiù megghiu, a chiddu ca è fangu
Tutti avemu i dirittu di nasciri e di ittari sangu.

Non ci schizzamu cu sti cosi
Ca ‘ppi fari nasciri picciriddi ‘cca ci ni vosi
E quannu chiudemmu l’occhi du sicunni
Ni ficimu pigghiari pi bestia tunni.

Giari s’avissa vattiari
Ma macari l’acqua ni volunu livari
Giari s’avissa cunfissari cchiù spissa
Ma senza soddi non si canta missa.

Giari s’avissa pigghiari a comunioni macari
Ma pi fallu pi n’ura prima non sa mangiari
Giari s’avissa a crisimari
Ma ci su troppu patrozzi ca u ruluggiu ci volunu ligari.

lunedì 29 marzo 2010

L'ospedale "nuovo" di Giarre

Chi, come me, negli anni ’80 era ancora un bambino o adolescente, ricorda benissimo che “u spitalettu” era luogo di vergogne “giovanili”, ai tempi tale vergogna aveva poco a che fare con lo squallore politico che si celava dietro una delle più scandalose incompiute di Giarre; si trattava di una vergogna differente da quella che associamo oggi a quel luogo; era un luogo di perdizione piuttosto che un luogo nel quale si conducevano squallidi giochi di potere.
Ricordo ancora che solo a nominare “u spitalettu” scaturivano sorrisetti maliziosi da far arrossire le pietre.
Io, cresciuta a Macchia, percepivo forte quel senso di disagio, quell’imbarazzo mal celato anche solo nell’individuare la zona.
Ma il tempo è passato, Macchia è cambiata (non è più la periferia, la zona di serie B, adesso è migliorata rispetto al passato), Giarre è cambiata; oggi i ragazzini non provano vergogna per niente, però noi, adolescenti e giovani degli anni ’80, quella vergogna nei confronti di quel luogo continuiamo a provarla. Oggi non lo consideriamo più il posto in cui si consumavano ignobili atti “impuri” (chissà poi quali, in fondo forse ci si imboscavano le coppiette, niente di che) , oggi è diventato qualcosa di peggio: oggi, quello che dovrebbe essere il simbolo del riscatto sociale di una cittadina rimasta troppo tempo sopita, è invece diventato ulteriore motivo di vergogna. Oggi l’ospedale nuovo di Giarre rappresenta soltanto un pretesto per fare propaganda politica; solo una scusa per condurre giochi di potere che non approvo, non comprendo e vorrei tanto non esistessero. Ancora oggi si rischia di arrossire parlando dell’ospedale nuovo di Giarre, di come sia stato strumentalizzato a fini politici, di come ci sia stato donato e di come veniamo privati poco a poco di un bene estremamente prezioso.
Ma come diceva il buon vecchio De Andrè “dai diamanti non nasce niente, dal letame può nascere un fiore” e dal letame di tutta questa triste vicenda sta nascendo la consapevolezza che di fronte a tali eventi vergognosi non esiste colore politico, non esistono ideologie contrapposte, ma esiste un’unica forza coesa: la lotta per il bene comune; la difesa di chi non può difendersi. E ciò è dimostrato dalle tante associazioni che sono unite in questa battaglia, dalle tante persone che donano il loro tempo e la loro volontà per non doversi più vergognare di quel luogo, ma per poterlo ergere a vanto cittadino. È questo il riscatto tanto agognato per quel luogo che tanto ci ha fatto arrossire per pudore e che oggi è riuscito a dare uno scossone ad un nucleo sociale che per troppo tempo ha permesso che alcune cose gli scivolassero addosso nella quasi totale indifferenza. Oggi quell’indifferenza non va più bene, oggi c’è voglia di capire perché succedono cose sbagliate e c’è la necessità di cambiare queste cose, oggi non vogliamo vergognarci più.
Un elogio a chi si sta battendo per questa causa.
Bravi ragazzi, siete l’orgoglio di Giarre e dei Giarresi!!!

sabato 20 marzo 2010

Ospedale di Giarre: cosa chiediamo e vogliamo!

Di Angelo D'Anna

E' stato ribadito che i posti letto per acuti saranno 99 cui si aggiungono 18 in Day Hospital ... per posti letto è il terzo dei 7 ospedali "periferici". Oggi in tanti si dichiareranno soddisfatti e misureranno tale sentimento in base al proprio angolo visuale: sappiamo che la stessa cosa può essere apprezzata diversamente a seconda delle condizioni di partenza, delle aspettative, del grado di impegno e coinvolgimento fisico ed emotivo. Come Rete delle Associazioni osserviamo che la mobilitazione civile, ordinata, capillare, multiarticolata di tanti cittadini ha certamente sortito degli effetti positivi "sul dimensionamento"... Non si era vista una mobilitazione così estesa, che ha coinvolto trasversalmente tanti diverse entità sociali, culturali, politiche, ... le agenzie educative, le associazioni di categoria, i media, ... e che da Giarre, poi Riposto si è estesa gradualmente a Mascali, Piedimonte e poi a tutti i Comuni del distretto sanitario ed oggi anche aii Comuni confinanti con il distretto (S. Venerina, Zafferana, Acireale ... ma anche Randazzo sull'altro versante). Ma non è sufficiente guardare ovviamente alla quantità: dobbiamo adesso guardare ai contenuti specifici, capirne i tempi realizzativi, vedere se si avranno duplicazioni a mero vantaggio del P.O. di Acireale che contraddirebbero ancora alle logiche riorganizzative. Adesso, come abbiamo sempre scritto, vogliamo che l'Ospedale faccia un salto di qualità in termini di efficacia ed efficienza, che ritorni ad essere punto di riferimento per i cittadini che debbono sapere quali servizi troveranno, servizi connotati da professionalità, cortesia ed attenzione all'ammalato, centro del servizio sanitario e non oggetto su cui scaricare le debolezze ed inefficienze dell'organizzazione. Pertanto le azioni in campo continueranno, e saranno resi chiari ed espliciti gli obiettivi su cui misureremo l'effettiva volontà di migliorare il nostro Ospedale. Noi oggi, avendo messo nero su bianco cosa ritenevamo importante garantire per l'Ospedale di Giarre saremo in condizione di "misurare" il grado di soddisfazione e, come detto, non ci fermeremo solo alla prima analisi ... già da domani proveremo a dire queste cose al Presidente Lombardo, che sappia cosa è stato fatto e cosa si farà in prosieguo ...

(N.D.R) Il commento originario di Angelo D'Anna, si trova a questo link e mi è sembrato molto adatto a riassumere la situazione di oggi 20/03/2010)