lunedì 14 luglio 2008

Giarre-Riposto: una realtà in due

Giarre e Risposto distano molto meno del trattino che c'è tra loro nel nome di questo blog. Anzi, non distano affatto: sono un'unico agglomerato urbano. Chi vede da lontano, o dall'alto, questo centro, o anche chi viene da fuori zona, di sicuro stenta a credere che si tratti di due comuni distinti e separati. Solo noi che ci abitiamo lo sappiamo bene, e non la consideriamo una cosa strana.
In passato c'è stata tanta rivalità, quel campanilismo tipico delle piccole realtà di provincia. Ma c'è stato anche un periodo in cui sono stati uniti in un unico paese, Giarre-Riposto, esistito dal 1939 al 1945 e rinominato Jonia nel 1942 per volere, e per imperio, del fascismo. I nati in quegli anni indicano nelle loro generalità il nome di un paese che non esiste più, ma che c'è ancora - eccome se c'è! - vivo, molto vivo, ma soltanto diviso in due municipalità.
Personalmente sono tra coloro che non vedono ragioni perchè Giarre e Riposto debbano restare divisi. Per me sono un tutto-unico, sia geograficamente, che culturalmente. Lo so anch'io che tradizionalmente si tende ad identificare Giarre come un paese di terra e Riposto come un paese di mare, e, per conseguenza, i giarresi come persone attaccate alla terra ed a ciò che produce, ed anche tradizionalisti, ed i ripostesi aperti, protesi verso il mare, e i commerci che vi si svolgono, e pure più "aperti" di mentalità. Ma tutto ciò, a mio vedere, appartiene al passato. Non vedo, oggi, grandi differenze tra i due centri, entrambi dediti al commercio, ed alle attività impiegatizie, e, sommati insieme, polo di istruzione secondaria per tutto l'hinterland, con la presenza di scuole superiori di ogni tipo nel territorio dei due comuni. E quanto alla mentalità vi vedo quella conservatrice prevalere, in entrambi i paesi, su quella più "progressista". Insomma, considerato tutto, secondo me Giarre e Riposto uniti costituirebbero una realtà socio-ecomica molto più forte e potrebbero "contare" di più nella provincia di Catania, e nel versante ionico in particolare. Queste, però, sono solo idee mie e, quand'anche fossero condivise da tanti, si scontrerebbero sicuramente con la logica delle spartizioni di "poltrone" e della gestione dei centri di potere, che preferiscono la frammentazione piuttosto che concepire una contrazione consistente che lascerebbe in tanti senza "potere" (sia pur piccolo, e "basso", aggiungo io..). Peraltro si sa che in un accordo c'è sempre chi cede e chi si avvantaggia di più. Mi rendo conto dunque che non sarebbe facile trovare un equo criterio di ripartizione delle perdite e dei guadagni..Non sarebbe facile, certo...Ma nemmeno impossibile. Se ce ne fosse la volontà, una simile unione si potrebbe fare senz'altro.
Ora, dal momento che l'argomento Giarre-Riposto ed un loro possibile accorpamento in un unico comune mi appassiona molto, mi sono divertita ad indagare un pò in giro, per sapere cosa ne pensano gli altri. Così ho chiesto ad un gruppetto di parenti e amici giarresi e ripostesi di varie età e mi sono fatta una piccola, "casereccia" indagine sul tema, da prendere per quella che è, un semplice esempio, senza alcuna pretesa di rappresentatività dell'"universo" dei giarresi e ripostesi.
Sostanzialmente ho rilevato che la maggioranza dei miei interpellati non vede di buon occhio l'ipotesi dell'unione in un unico minicipio. I due anziani, una ultra settantenne e l'altro quasi novantenne, a cui ho chiesto (entrambi residenti a Giarre, ed entrambi, in passato a Ionia, ed uno dei due, nato e vissuto nell'infanzia a Riposto) mi hanno detto che secondo loro ci sono troppi interessi contrapposti, tra i due Comuni, e che, alla fin fine, è meglio che siano e che restino divisi, per evitare eccessive "litigiosità". Del resto, loro si ricordano di Ionia come di una realtà forzata, dove Giarre prevaleva su Riposto, alimentando un diffuso malcontento. Una quarantenne, residente a Riposto dalla nascita, mi ha detto che secondo lei i due paesi sono divisi solo perchè così ci sono più poltrone da dividere e si possono "accontentare" più persone, ma che per lei è indifferente che il comune sia unico, o siano due. Un cinquantenne, nato e vissuto a Riposto, ma residente da tanti anni a Giarre, mi ha detto che secondo lui è giusto che siano due comuni distinti. Perchè, se si unissero, mi ha detto, prevarrebbe Giarre, e questo sarebbe un danno per tutti, giarresi e ripostesi, ma soprattutto per i ripostesi, dato che negli ultimi decenni Giarre ha avuto, a suo avviso, amministrazioni comunali peggiori di quelle di Riposto. Quest'ultimo, inoltre, perderebbe quella notorietà e quella possibilità di riscatto e sviluppo che il porto turistico gli possono dare. Ho chiesto infine anche ad un adolescente di 14 anni. Saranno gli adolescenti di oggi, del resto, la futura popolazione attiva di questi Comuni. Ebbene, l'adolescente, d'istintto, mi ha risposto che preferirebbe che Giarre e Riposto fossero un unico Comune, tanto, per lui, è un "unico posto". Poi però ci ha riflettuto su, e mi ha detto che probabilmente la gestione di un comune più grande sarebbe più difficile e quindi che, dopo tutto, si, è meglio che restino divisi.


Che dire, in conclusione? Mah! Che forse siamo un pò tutti abitudinari e che i cambiamenti spaventano sempre (Cu cancia a vecchia ppa nova, mali ssa ttrova, direbbero i nostri nonni) Inoltre, noi possiamo parlare qui quanto vogliamo, e appassionarci a Giarre-Riposto, ma, di sicuro, almeno per il momento, non si profila affatto (purtroppo, dico io) all'orizzonte nessuna ipotesi di unione. Giarre resterà il paese di terra e Riposto quello di mare. Ed io, che sono giarrese, ma mi sento di mare, continuerò a concepiermi abitante di entrambi i comuni. :-) E non temerò, come pare accadesse ai giarresi dei primi del secolo scorso, di vedermi sottratti i vestiti dai ripostesi, mentre sono in acqua, a mare, a fare il bagno :-).


(Preciso che quest'ultima diceria, diffusa a Giarre tanti decenni fa, me l'ha raccontata il quasi novantenne giarrese, ridendo e credendoci poco egli stesso)

sabato 12 luglio 2008

Antenna o Canna Fumaria?


Spuntata come un fungo in via Galliano a Riposto. Chiaramente come canna fumaria sarebbe sproporzionata rispetto alle esigenze di un'abitazione privata.




L'abito non fa il monaco... non basta essere vestiti da canna fumaria per esserlo...
Espediente estetico o presa in giro dei cittadini?

Saluti a tutti

Isidoro Bonaventura

26/07/2008
Aggiorno il post perché ne ho beccata un'altra a Torre Archirafi di Riposto. Ecco la foto:



Isidoro

domenica 6 luglio 2008

Primo post di "una giarrese"

Ho deciso di cogliere l'invito, fatto a tutti da Isidoro di scrivere in questo blog, come una occasione per dire anch'io la mia sui fatti della mia città e del circondario. Ho pensato che avrei potuto farlo meglio così, che limitandomi a commentare :-) Lo faccio con spirito costruttivo, e anche perchè, quando una cosa mi piace davvero, mi va di essere "attrice" e non "spettatrice". Attrice si, ma senza alcuna smania di protagonismo, o, perlomeno, solo quel tanto che basta per essere una giarrese qualunque (da qui il nick che ho scelto), che non rinuncia ad esser qualcuno. Come chiunque.
Amo Giarre. Ci abito da sempre e vorrei il meglio per Giarre, e pure per Riposto, che, tanto, non fa molta differenza. La divisione tra questi due comuni, per quanto mi riguarda, è solo un fatto amministrativo. Invece spesso (troppo spesso) mi devo accontentare di qualcosa meno della mediocrità. Penso che siamo un popolo troppo rassegnato, troppo accomodante. E non sempre reclamiamo i nostri diritti. Anzi, a volte neppure li riconosciamo come tali, e li scabiamo per "favori". Ad esempio, quante volte vi sarà capitato di sentirvi dire, in camapagna elettorale, da qualunque provenienza partitica, frasi del tipo: "questa cosa l'ha fatta fare l'onorevole Tal dei Tali", oppure " Se non fosse stato per il sindaco, nemmeno la luce avevamo!", ecc...Io incece ritengo che non è per queste cose che va detto "grazie". Queste son cose dovute! Semmai, il "grazie" sono gli amministratori a doverlo dire ai cittadini (che producono e pagano le tasse), e non solo subito dopo essere stati eletti. E, poi, noi cittadini, anzichè allenarci nel dire "grazie", sarebbe bello che ci esercitassimo nel reclamare i nostri sacrosanti diritti. Ad avere strade decenti, ad esempio, illuminate, pulite, senza il pericolo di inciampare e impiastricciarsi nelle cacche di cani, ecc.. E mi piacerebbe che se manifestazioni si fanno, in piazza, per una qualche ragione valida, ci si vada in tanti, ma solo come semplici cittadini che rivendicano i propri diritti, e non come comparse plaudenti, al soldo di qualche "amico", a cui ricambiare un qualche "favore"..E così via..
Inoltre, se Isidoro, e gli altri che spero si aggiungeranno numerosi in questo sito, sono d'accordo, mi piacerebbe che questo blog diventi un piccolo esempio di "democrazia diretta jonico-etnea", una moderna versione delle discussioni che animavano l'agorà della polis greca, e "nutrivano" di contenuti quello per tutti è rimasto nella storia un modello di vera democrazia.
Infine, lo farò per prima tutte le volte che ne avrò modo, mi piacerebbe che tanti Ripostesi e Giarresi che hanno una qualche competenza in più, in materia di ambiente, o di energie rinnovabili, o di politica, o di artigianato, o, chessò, di botanica o di navigazione, mettesse a disposizione di noi tutti, che leggiamo questo blog e che abitiamo in questa zona, i loro "saperi". Perchè andar a "pescar" lontano, se si può pescare, bene, vicino? :-)
Ciao a tutti e a presto!

venerdì 4 luglio 2008

Riciclaggio della carta

Pur non essendo un problema esclusivamente locale, penso di fare una cosa utile postando alcune semplici istruzioni sulla raccolta differenziata. Il brano che segue è un copia-incolla da questa pagina web.

* Innanzitutto è bene sapere che la carta e il cartone devono essere conferiti in maniera separata da tutti gli altri tipi di rifiuti in appositi cassonetti che avremo in casa se abitiamo in case uni-bi-tri familiari, in cortile o in strada se abitiamo in condomini, in cui getteremo giornali, riviste, scatole e sacchetti della pasta e del riso, cartoni da imballo in generale, scatole del latte (classificate con marchio CA cerchiato) questo imballo è classificato come carta in quanto è prevalente la quantità di cellulosa rispetto alla quantità di alluminio o plastica film, di cui è costituito il prodotto.
* Per individuare se il prodotto che abbiamo in mano è fatto con materiale cellulosico oppure con polimeri (plastica) è sufficiente bruciarne anche una piccola parte, se si sviluppa la fiamma siamo sicuri di essere di fronte ad un materiale cellulosico (carta) se anzichè bruciare si accartoccia e si annerisce senza fiamma è plastica;
* Per ridurre il più possibile l'ingombro presso le Vs. case è necessario ridurre il più possibile ogni volume dei materiali, ripiegando i giornali, schiacciando le scatole di cartone e legandole con lo spago o utilizzando sacchi di carta.
* E' importante evitare il più possibile la presenza di corpi estranei quali cellophane, sacchetti di plastica e qualunque materiale estraneo.